| |
I
prodotti |
 |
Casolét

|
| |
| Area produzione: |
L'area di produzione del formaggio Casolét è dominata dall'imponente massiccio dell'Adamello e si estende dal comprensorio lombardo del Sebino e della Valle Camonica attraverso il Passo del Tonale sino all'alta Val di Sole in provincia di Trento.
|
| |
| Origine storica: |
Il nome “Casolét” ha una duplice origine. La più antica risale al termine latino "caseolus" che significa piccolo formaggio; la seconda, invece, proviene dal nome usato per gli abitanti di alcuni paesi trentini (es. Celentino) che venivano chiamati Casoletti. Tipico cacio di montagna a pasta cruda e tenera, prodotto con latte intero, un tempo il Casolét veniva realizzato solo durante l’autunno, quando le mandrie erano già scese dagli alpeggi, le vacche si apprestavano all'asciutta e le mungiture giornaliere erano scarse.
In Val di Sole, il Casolèt è prodotto da molto tempo, certamente ancora prima della Seconda guerra mondiale. In casa, nei caseifici di turnazione e prima ancora “a prestanza del latte”, ora nei moderni caseifici cooperativi di fondovalle.
Il Casolèt è un prodotto tipico anche per i caseifici della montagna bresciana che, strettamente legati all’antica tradizione zootecnica di queste zone, erano una volta presenti quasi in ogni comune e consentivano la rapida trasformazione in formaggi e burro del latte appena munto.
In generale, dunque, si può affermare che il Casolét era il formaggio di casa per eccellenza che veniva consumato in famiglia, nei mesi invernali. Trattandosi di una produzione rimasta ancora artigianale, non esiste uno standard preciso né nella lavorazione, né nelle dimensioni.
|
| |
| Caratteristiche prodotto / fasi produttive: |
La lavorazione prevede l'uso di latte crudo di una o due mungiture, parzialmente scremato per affioramento e pastorizzazione, l'aggiunta di caglio liquido di vitello e, dopo circa 15- 20 minuti, la rottura della cagliata in grumi grandi quanto una noce. Dopo il deposito della cagliata sul fondo del recipiente, si estrae il siero, si preleva la cagliata e la si pone negli stampi dove si rivolta più volte nello stesso giorno. Il giorno successivo si procede alla salatura a secco o in una salamoia leggera per circa sei ore. Caratteristiche: formaggio a pasta cruda, tenera, morbida, a latte intero; pasta di colore bianco o paglierino chiaro, cruda; occhiatura rada e piccola; crosta liscia e regolare; forme cilindriche, diametro 10 – 22 cm, scalzo 7 - 12 cm, peso 1-3 kg. Il formaggio è tutelato da un Presidio Slow Food, che si propone di valorizzare il Casolèt prodotto tradizionalmente a latte crudo, riunendo alcuni piccoli casari. Le quantità sono minime ma l’obiettivo è stimolare la ripresa della produzione a latte crudo, anche nei caseifici, come accadeva fino a qualche anno fa.
|
| |
| Stagionatura: |
Consumato fresco dopo 20-30 giorni, un tempo lo si conservava anche tre - quattro mesi. Stagionatura variabile da 20 a 60 giorni.
|
| |
| Gastronomia: |
Il Casolét si consuma generalmente fresco o semistagionato. In questi casi bene si esprimono i sentori lattei ed erbacei, la grande morbidezza al palato e le sensazioni gustative che vanno dall’acido al dolce. È possibile degustare una maggiore complessità organolettica, dove le note erbacee rimangono comunque in evidenza, nelle versioni più stagionate. In cucina il Casolét si presta a numerosi impieghi. Si abbina bene sia con i vini bianchi sia con i rossi molto giovani.
|
| |
| Aziende Disolabruna: |
| |
| |
|